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Martedi, 20 Luglio 2010

La Giudecca cambia: nasce l'unità pastorale


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a Giudecca avvia una stagione nuova: è nata l'unità pastorale dell'isola, che raccoglie le tre parrocchie - Redentore, Sant’Eufemia e San Gerardo Sagredo - sotto la stessa guida pastorale: padre Andrea Cereser, affiancato dalla comunità dei padri Cappuccini del convento giudecchino.
E’ stato il Vescovo ausiliare mons. Beniamino Pizziol ad annunciare, venerdì 9 scorso, la nuova organizzazione pastorale. Lo ha fatto davanti ad una sessantina di persone dei tre Consigli pastorali parrocchiali, «che hanno accolto la novità - sottolinea mons. Pizziol - con sorpresa, ma anche con molta maturità, manifestando apprezzamento e alcuni ragionevoli dubbi».
Un parroco, tre cappellani e l’aiuto degli studenti. La novità è questa: dopo l'estate le tre parrocchie - che rimangono distinte - avranno un solo parroco, il Cappuccino padre Andrea Cereser, che già oggi è guida pastorale del SS. Redentore.
Ad affiancarlo ci saranno tre frati sacerdoti, con la funzione di vicari parrocchiali, ciascuno presso una delle tre comunità. «Dal punto di vista delle forze in gioco, quindi - rimarca mons. Pizziol - l'unità pastorale significherà anche un rafforzamento».
Tanto più che, insieme ai religiosi ordinati, ci saranno anche degli studenti dello Studio teologico Laurentianum, retto dai Cappuccini stessi, che faranno "tirocinio" pastorale proprio all'interno dell'unità giudecchina.
Oltre alle parrocchie, i Cappuccini assumeranno la cura pastorale anche di alcune realtà dell'isola in cui la presenza religiosa ha già una lunga tradizione: il carcere femminile, i due pensionati universitari, la residenza per anziani dell'Ire alle Zitelle e il monastero delle Clarisse.
Don Giovanni Frezzato va a San Giovanni Evangelista di Mestre. Per i parroci diocesani di Sant'Eufemia e San Gerardo Sagredo, invece, ci saranno altri incarichi.
Per ora è certo quello di don Giovanni Frezzato, dal 1996 a San Gerardo Sagredo di Sacca Fisola: sarà parroco a San Giovanni Evangelista di Mestre, nonché Rettore di San Tomà, la chiesa veneziana che fa da punto di riferimento per il Cammino neocatecumenale.
Per don Mauro Haglich, da sei anni parroco a Sant’Eufemia, non è c'è ancora l'ufficializzazione del nuovo incarico.
«L'idea di creare un'unità pastorale alla Giudecca - spiega il Vescovo ausiliare e Vicario generale - è maturata durante la recente Visita pastorale del Patriarca. Ci si è resi conto che una parrocchia da sola, oggi, non è in grado di assicurare pienezza di formazione e di esperienza di comunità cristiana ai singoli fedeli. Cosa che invece è possibile realizzare quando ci si mette insieme».
Il trasferimento dei Cappuccini da Milano è stato d’aiuto. Alla Giudecca - sottolinea mons. Pizziol - è stato possibile accelerare questo processo grazie ad una recente novità. I francescani Cappuccini, infatti, hanno deciso di trasferire lo studio teologico che finora aveva sede a Milano verso Venezia, accorpandolo al "Laurentianum" della Giudecca.
A breve, così, si trasferiranno nell'isola della laguna 14 studenti e tre o quattro docenti. Questo incremento di forze ha reso possibile ai frati l'accettazione della proposta di estendere il proprio impegno pastorale così da rendere possibile, appunto, una più ricca esperienza di comunità cristiana all'insieme e a ciascuno dei credenti che vivono alla Giudecca.
Opportuna una segreteria per ciascuna parrocchia. Cosa cambierà ora, cioè dall'inizio di autunno quando ci sarà in concreto l'avvicendamento dai sacerdoti? Per esempio - segnala mons. Pizziol - sarà possibile un maggiore coordinamento oltre che una formazione unitaria dei catechisti. Le messe, invece, rimarranno pressoché invariate nelle singole chiese, così come la possibilità di chiedere servizi pastorali e liturgici ai frati cui sarà affidata la cura pastorale delle tre realtà.
«Certo - rimarca il Vicario generale - non è pensabile che ci possa essere un sacerdote sempre pronto e disponibile in canonica o in patronato. Ma questo, d'altronde, non avviene ormai più, in qualsiasi parrocchia si vada. E' opportuno, invece, che si organizzi un servizio di segreteria per cui, almeno per alcune ore al giorno, chi suona al campanello della parrocchia, possa trovare chi lo accoglie e lo ascolta».
E i “ragionevoli dubbi” cui si accennava? «Qualcuno - conclude mons. Pizziol - ha manifestato la preoccupazione che i frati, come talvolta succede, siano destinati ad un veloce turn-over, con conseguente disagio per la comunità. Abbiamo rassicurato, e ancora preghiamo i Cappuccini perché questo accada, che i tre vicari parrocchiali avranno stabilità di presenza alla Giudecca».

Giorgio Malavasi


Tratto da GENTE VENETA, n.28/2010

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    ra i 230 e i 300 euro per una doppia. Almeno 350 euro (in media) per una stanza singola. Peccato, però, che il costo non sia sempre all'altezza – o meglio, alla “bassezza” - di quanto offerto. «Nell'ultimo appartamento in cui ho vissuto l'impianto di riscaldamento non era a norma: rischiavamo di saltare in aria da un momento all'altro. Ed eravamo in nero, ovviamente».
      (continua)