Domenica, 18 Luglio 2010
Sbagliato posticipare la data della Prima Comunione
C
aro Direttore, ho letto con molta attenzione nei vari settimanali cattolici della scorsa settimana il ricordo del Centenario del decreto "Quam singulari"", fatto dai vescovi della Conferenza Episcopale Triveneta, decreto che anticipava, da 12-14 anni ai 7 anni l'età giusta per poter ricevere il Sacramento dell'Eucarestia o Ia Comunione,, voluto da S. Pio X. L'argomento mi ha ulteriormente interessato in quanto ho due nipotine di 9 anni, differenza di due mesi tra l'una e l'altra. II problema dove sta? La prima nipotina ch è stata iscritta alla scuola di catechismo di Chirignago, il lunedì di Pasqua di quest'anno ha ricevuto con gioia il dono della Prima Comunione, la seconda iscritta in una parrocchia di Mestre la farà, si dice, in III media. Evidentemente la lungimiranza di S. Pio X, che vedeva la necessità di donare ai piccoli la gioia ricevere l'Eucarestia non è per niente condivisa da quel parroco che ha avuto l'infelice idea di stravolgere l'importante decreto, ricordato in questi giorni dai nostri vescovi. Si dice che in terza media c'è più maturità e consapevolezza. Niente di più falso. Vorrei porre una provocazione: perché allora non battezziamo i bambini in III media, anziché nei primi mesi di vita? Già i ragazzi frequentano poco le liturgie festive, vuoi perché i genitori non li accompagnano, vuoi perché alla domenica "bisogna a.n.da.re fuori porta. Fatto sta che non ci si deve lamentare se le chiese saranno sempre più vuote. Perché non sposiamo a 60 anni, visto le numerose separazioni anche di giovani che hanno avuto una. formazione cristiana? La società attuale sta attraversando una crisi di valori, da quelli religiosi a quelli civili, quelli religiosi perché si vuol stravolgere gli insegnamenti dii tanti santi padri. Quelli civili perché l'impegno dei nostri politici e basato non sul servizio alla collettività ma sul potere personale. Sono crisi che ci fanno riflettere o ci dovrebbero far riflettere. Concludo augurandomi che si capisca l'importanza che l'età della Prima Comunione non è a 13-14 anni ma a 8 o 9 al massimo. La formazione sulla consapevolezza poi se si ha la volontà si può formare con l'impegno serio del parroco, e dei catechisti e coinvolgendo oltre i ragazzi anche i genitori, sempre più nella vita della comunità e della fede, corresponsabilizzandoli su quanto riguarda il bene futuro. Mi auguro proprio che chi ha avuto l'infelice idea di stravolgere gli insegnamenti di S. Pio X si ravveda e si possa dare ai ragazzi la gioia di ricevere l''Eucarestia, in giovane età che va dalla III elementare. Ringrazio per l'ospitalità. Giuliano TempoLa risposta della redazione :
L'itinerario di catechesi al quale lei, signor Tempo, fa riferimento - itinerario che porta a posticipare la data della Prima Comunione in prima media, non in terza - è stato avviato alcuni anni fa nella parrocchia dei SS. Gervasio e Protasio dove sua nipote frequenta la catechesi, provocato dalla felice richiesta da parte di alcune famiglie, di donare ai propri figli oltre i sette anni di età, non battezzati, i sacramenti dell'iniziazione cristiana (Battesimo, Cresima e Eucaristia). L'Ufficio catechistico diocesano, informato della richiesta, ha suggerito di accogliere le indicazioni della Nota pastorale della Chiesa Italiana del 1999 (Consiglio episcopale permanente della CEI, L'iniziazione cristiana. 2. Orientamenti per l'iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi dai 7 ai 14 anni, Nota pastorale, 23 maggio 1999) che prevede per i bambini non battezzati dai 7 ai 14 anni un percorso catecumenale verso Battesimo, Cresima ed Eucarestia che coinvolga anche i loro amici coetanei e le loro famiglie. Tale cammino permette di far sperimentare a tutti (bambini e adulti) uno stile comunitario dove gli uni si scoprono accompagnati e accolti, e gli altri riscoprono il senso profondo della loro fede. La scansione dei tempi è segnata da tappe annuali dove tutti sono coinvolti, fino al culmine del cammino, in prima media e in un'unica solenne celebrazione, in cui i ragazzi battezzati ricevono Cresima ed Eucaristia e i ragazzi non battezzati ricevono prima il Battesimo e poi si inseriscono nella liturgia prevista per tutti gli altri. Negli anni di seconda e terza media il percorso prosegue con la ripresa, a misura di ragazzi, del senso dei gesti compiuti e dei sacramenti ricevuti rispetto alla vita che ciascuno sta vivendo. Poi si prosegue la partecipazione alla vita della comunità nei gruppi dei giovanissimi. L'Ufficio catechistico diocesano, con il parere favorevole del Patriarca, ha dato il benestare di proseguire il cammino che prevede il culmine in prima media con Cresima e Eucaristia anche negli anni successivi con tutti i bambini (in modo da creare continuità), inserendo nel percorso eventuali altri bambini non battezzati che ne facessero richiesta. Vista la positiva esperienza dei due anni precedenti la proposta catechistica di tipo catecumenale continua perciò anche quest'anno coinvolgendo i bambini della futura terza elementare nel medesimo cammino. L'occasione dell'accompagnamento di bambini non battezzati ai sacramenti ha dato la spinta definitiva per "mettere in moto" la comunità per renderla "comunità educante". Far vivere "il percorso catecumenale" a questi bambini non può limitarsi ad un cambio di libri o di tecniche di animazione. E' un'occasione preziosa per scuotere le famiglie e gli operatori pastorali e smettere di trattare la parrocchia come un distributore di servizi senza nessun reale coinvolgimento. Quanto è stato fatto a Carpenedo, perciò, non configge con la nota di Pio X "Quam singulari" ma cerca di rispondere alle nuove esigenze dei formazione alla fede a e alla vita cristiana, ed è stato deciso col pieno assenso del Patriarca, seguendo le indicazione della Conferenza Episcopale Italiana. (S.V.)
La redazione di GV
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T
ra i 230 e i 300 euro per una doppia. Almeno 350 euro (in media) per una stanza singola. Peccato, però, che il costo non sia sempre all'altezza – o meglio, alla “bassezza” - di quanto offerto. «Nell'ultimo appartamento in cui ho vissuto l'impianto di riscaldamento non era a norma: rischiavamo di saltare in aria da un momento all'altro. Ed eravamo in nero, ovviamente».
(continua)
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di Sandro Vigani
R
ingrazio i miei che mi hanno fatto battezzare, insegnato a fare il segno della croce quando ancora non sapevo parlare e a dire il Padre Nostro e l'Ave Maria appena riuscivo a farmi capire. Mi hanno mandato ogni domenica alla Messa del Fanciullo e al catechismo, quando il catechismo si chiamava “lezione di dottrina cristiana”, si faceva sul testo di Pio X e il catechista, un giovane grande … (continua)
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