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Sabato, 27 Marzo 2010

Canone Rai: tassa iniqua


C

aro Direttore, ormai il Canone Rai sta divenendo la tassa più odiata dalla maggior parte dei cittadini/utenti. Tale balzello burocratico fu introdotto con Regio decreto -Legge n 246/38 e visto il tempo trascorso e l'evoluzione tecnologia e concorrenza di libero mercato dovrebbe essere abolito, in quanto altre emittenti sopravvivono con la sola pubblicità e con bilanci in attivo, situazione inversa rispetto l'emittente pubblica statale. Ma ha ancora senso pagarlo con l'arrivo del digitale terrestre? Se poi consideriamo che durante il periodo estivo ci vengono rifilati programmi replica vecchi di diversi anni,ma vi sembra corretto tutto questo? Pago un abbonamento annuale e non semestrale e quindi viene meno l'erogazione di un servizio, se poi per guardarsi le partite si è costretti a sottoscrivere abbonamenti con altre emittenti, mi sembra doveroso l'abolizione del decreto legge n 246/38. Considerato che i cittadini devono rispettare le leggi e quindi pagare il canone altrimenti arriva la sanzione, non è capibile perché l'emittente statale in riferimento alla L.244/07 art 3 comma 4 ,circolare DPCM 16/3/07 avrebbe il compito di rendere pubbliche sul proprio sito i nomi dei relativi consulenti e collaboratori, ma ciò non avviene . Se la Rai non rispetta le leggi, perché dovrebbe farlo il cittadino/consumatore pagando il Canone Rai? Perché il governo non legifera nel togliere questa "gabella italiana" ai consumatori? Se poi analizziamo la mancata attuazione della legge finanziaria che vedeva l'abolizione del canone per le persone anziane ultrasettantacinquenni con reddito minimo,mancata attuazione del contratto di servizi relativo alla predisposizione di il 60% del proprio palinsesto degli strumenti per cechi e sordi e attuazione del parametro di valutazione sulla qualità dei programmi (qualitel) . Gianluca Bragatto

La redazione di GV

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  • Commenti (4) - Aggiungi il tuo commento
  • A. Serenella
    Giovedi, 10 Giugno 2010 | 18:43
    Nostri i soldi
    Perchè non dovremmo conoscere i compensi dei Conduttori RAI? In fin dei conti sono soldi nostri.
     
  • Ted
    Sabato, 5 Giugno 2010 | 14:34
    E' una TASSA assurda...
    ...tenuto conto poi che l'imposizione risale addirittura a 72 anni fa (non ero ancora nato...), quando non ci si sognava neppure di arrivare all'evoluzione mediatica attuale, oggigiorno appare ancora più grottesco questo balzello Rai, alla pari di quell'altra BUFALA che si chiama Tarsu, l'iniqua Tassa sulla raccolta dei rifiuti solidi urbani, quantificata NON sulla base dell'effettiva produzione di rifiuti e sul numero delle persone presenti in un'abitazione, bensì basata sulla superficie dei locali occupati dalle famiglie, una vera e propria TRUFFA legalizzata e istituzionalizzata. Strano che il ministero delle Finanze sia così "cieco" da NON volerlo capire e provvedere di conseguenza! Edoardo Brambilla - Milano m.teverde@libero.it
     
  • G.C.
    Venerdi, 23 Aprile 2010 | 18:45
    Se la RAI non informa ...
    Io credo che bisogna che pensiamo a crearci a fonti di informazione alternative. Durante il ventennio fascista, quando tutta la stampa era controllata dal Regime, mio nonno, e mi risulta anche qualche altro, si informava comperando l'unico giornale non asservito, e cioè "L'Osservatore Romano". E in un primo tempo lo andava a comperare all'edicola e successivamente, per potere continuare a leggerlo, dovette abbonarsi (la rivendita era stata proibita). Solo così si riusciva ad essere correttamente informati sull'andamento della guerra e sulle vicende della politica. Finiremo ancora così? Spero di no! Comunque è bene cominciare ad organizzarci: comperare "Avvenire"; seguire "TV2000" ( che ho scoperto fare un buon telegiornale); abituarci a frequentare il Web; ecc. ecc.
     
  • ML
    Giovedi, 22 Aprile 2010 | 21:46
    Nani e ballerine
    Hai centrato il problema: la Rai è lo specchio dell'Italia: "un grande circo, in cui dominano nani e ballerine". La Rai è stata svuotata. Come l'Italia. Così è più facile comandare e... arricchirsi. Ti ricordi chi è il maggior concorrente della Rai? E credi cha abbiano interesse a farla funzionare? Per favore...
     
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    T

    ra i 230 e i 300 euro per una doppia. Almeno 350 euro (in media) per una stanza singola. Peccato, però, che il costo non sia sempre all'altezza – o meglio, alla “bassezza” - di quanto offerto. «Nell'ultimo appartamento in cui ho vissuto l'impianto di riscaldamento non era a norma: rischiavamo di saltare in aria da un momento all'altro. Ed eravamo in nero, ovviamente».
      (continua)