Venerdi, 29 Gennaio 2010 | Politica
Padre Sorge: Ora un partito neo-popolare
O
ggi c'è lo spazio per un nuovo partito popolare, scevro del populismo imperante e capace di servire meglio la collettività, grazie a persone competenti e con la vocazione a costruire il bene comune.Ne è convinto padre Bartolomeo Sorge, che questo progetto politico ha tratteggiato mercoledì 20 scorso a Mestre, invitato dai Volontari Terzo Mondo del Magis ad analizzare la situazione politica italiana oggi.
«Da due anni in qua – spiega il gesuita, che da tanti anni segue da politologo l'evolversi della società italiana – il quadro politico è cambiato. Prima avevamo un bipolarismo ingessato. A causa della legge elettorale, che assegna un premio di maggioranza, avevamo un centro-destra e un centro-sinistra molto definiti. In ciascuna delle due aree confluivano tutti, ma proprio tutti, così che il “blocco” potesse raggiungere la maggioranza dei seggi in Parlamento».
«Berlusconi oggi è a destra, al centro invece...» Dopo le ultime elezioni politiche, secondo Sorge, le cose sono cambiate: «Respingendo Casini, Berlusconi ha posto fine al centro-destra e sta guidando quella che, tout court, è la destra italiana. Dall'altra parte, la scelta del Pd di sganciarsi da Rifondazione, dai Verdi e dalla sinistra estrema, ha creato una nuova area intermedia. E' da quest'area intermedia, di cui fanno parte anche l'Udc, la Rosa bianca di Pezzotta e la nuova formazione di Rutelli, che può nascere un nuovo partito popolare».
Padre Sorge non pensa ad una nuova Democrazia cristiana, ma è convinto che ci sia spazio per un raggruppamento in cui, accanto a non credenti, i cristiani possano trovare uno spazio favorevole per esprimere i propri valori.
Un raggruppamento che assomiglia molto a quello amalgamato da Lorenzo Dellai in Trentino-Alto Adige, grazie al quale Dellai ha guidato la Regione.
«Non si tratta – sostiene padre Sorge – di smantellare i partiti esistenti, ma di coagularli in una presenza nuova, neo-popolare, alla quale i cattolici partecipino con coerenza oggettiva e soggettiva. E' però importante che questa formazione cresca dal basso, dal territorio. Le persone che possono farla nascere e crescere ci sono: occorre però che prendano il coraggio necessario per uscire allo scoperto».
Giorgio Malavasi
Tratto da GENTE VENETA, n.4/2010
- Commenti (4) - Aggiungi il tuo commento
- R.R.
Giovedi, 18 Febbraio 2010 | 19:58
Ancora su S. Teresa di Lisieux
Fra i sommi Dottori della Chiesa figurano Santi del calibro di San Gregorio Magno, Sant' Ambrogio, Sant' Agostino e San Tommaso d'Acquino. Accanto ad essi, oltre a S. Teresa d'Avila e S. Caterina da Siena, pure esse grandi personaggi nella storia della Chiesa (e non solo), figura anche l'umile Suor Teresa del Bambin Gesù, morta a soli 24 anni apparentemente senza aver fatto alcunché di eccezionale nella sua vita. Ciò che l'ha resa grande fu la fede vissuta, l'umiltà di vita e l'amore per Dio e per il prossimo.
- Giampaolo
Venerdi, 12 Febbraio 2010 | 22:18
Errata Corrige
Sono Giampaolo, ho inviato questa sera un commento dal titolo "L'ultimo Dottore della Chiesa". In Caso di sua pubblicazione, prego sostituire alla penultima riga l'espressione "Storia primaverile di piccolo fiore bianco" con "Storia primaverile di un piccolo fiore bianco". Grazie.
- Giampaolo
Venerdi, 12 Febbraio 2010 | 18:27
L'ultimo Dottore della Chiesa
Il riferimento di Antonio L.C. ai Dottori della Chiesa mi suggerisce il ricordo dell'ultimo, in ordine di tempo, di essi. Trattasi di S. Teresa di Lisieux, chiamata anche S. Teresa del Bambin Gesù (per distinguerla dall'altra grande santa Teresa d'Avila), vissuta nella seconda metà dell'Ottocento, entrò in Convento all'età di 14 anni. Pur giovane, essa fu una grande mistica. Scrisse un diario che la fece conoscere in tutto il mondo: "Storia di un'Anima". Morì all'età di 24 anni. Fu canonizzata nel 1925 e dichiarata successivamente Patrona di Francia e Dottore della Chiesa. Chissà se nel grande chiasso dei nostri giorni, qualcuno vorrà leggere il suo diario, autorevolmente definito anche "Storia primaverile di piccolo fiore bianco". Leggerlo, può fare solo bene all'anima. Lo consiglio.
- G.C.
Venerdi, 12 Febbraio 2010 | 11:35
Quanto contano i veneti?
Senza tirarla troppo in lungo e sempre con tutto il rispetto, vorrei far osservare che il candidato Presidente per la Regione Veneto è stato deciso a Roma da un accordo diretto tra il Berlusconi e il Bossi, e il candidato a Sindaco di Venezia è stato deciso a Milano sempre dal sig. Berlusconi. Cordiali saluti
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C
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