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Giovedi, 7 Gennaio 2010

Al funerale paramenti bianchi, segni di vita. Come Paolo Trivellato aveva chiesto


I

l cancro l'ha sconfitto su questa terra, ma Paolo ha vinto la sua battaglia per la vita. L'ha vinta nella fede, che si è fatta più forte ed essenziale in questo tempo di malattia che ha preceduto la morte. E la ha vinta sottolineando anche nel suo funerale quant'è forte la vita in Cristo.
Paolo Trivellato, diacono a Sant'Eufemia alla Giudecca, 55 anni, è scomparso nei giorni scorsi. Ma le sue esequie, martedì scorso in una chiesa gremita, con la liturgia presieduta dal Vescovo ausiliare mons. Beniamino Pizziol, sono state un forte segno di fede.
Trivellato aveva chiesto alla sua famiglia e al parroco un funerale all'insegna della vita, e così si è fatto. I paramenti erano bianchi, a ricordare il battesimo e il dono della rigenerazione nel Signore. La lettura evangelica era la parabola del giovane ricco, a sottolineare ciò che più conta nella vita. I canti erano quelli cantati per le sue nozze con Sandra. Sulla bara il fazzolettone scout e il Vangelo aperto proprio sulla narrazione del giovane ricco.
«Paolo - così lo ricorda il parroco don Mauro Haglich - era una persona gioiosa, aperta, ricca. Una persona semplice ma appassionata nell'approfondire le questioni vere dell'esistenza. Un uomo capace di tante relazioni, stimato in parrocchia così come al lavoro. E nell'ultimo anno, da quando gli era chiaro il male che aveva addosso, il suo sostegno è stata la preghiera, l'adorazione, la Parola di Dio». (G.M.)


Tratto da GENTE VENETA, n.1/2010

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